In questo intervento, Claudio Fabbri del Centro Ricerche Produzioni Animali (Reggio Emilia CRPA Lab), spiega come attraverso anche semplici livelli di modelizzazione è possibile, per un impianto di biogas, raggiungere ottimi risultati in termini di monitoraggio, in modo da prevenire i problemi e le perdite di produzione.

Per prevedere la produzione elettrica, ad esempio, bisogna considerare che, in digestione anaerobica, il contenuto energetico di una matrice organica viene prima convertito in un biocombustibile per mezzo della flora batterica e poi in energia elettrica e termica e che il valore delle biomasse e la loro potenzialità produttiva, per quanto banale possa sembrare, dipendono in primo luogo dal contenuto idrico e dalla frazione degradabile (processo influenzato anche dai microelementi).

Con piccoli investimenti (2.000-3,00 €) è possibile fornirsi di utili strumenti per l’automonitoraggio, quali stufe ventilate per determinare sostanza Secca, muffola per determinare ceneri che possono dare un rapido riscontro sulla potenzialità delle biomasse in alimentazione.

Ottimizzazione si traduce in significativi miglioramenti in efficienza: un’indagine CRPA dimostra, infatti, che ci sono margini per incrementare dal 3 fino al 10-15% la conversione delle biomasse in gas.

Nelle Slide dell’intervento vengono forniti diversi esempi e dati di settore e un link per le linee guida per la costruzione e gestione degli impianti, realizzato da CRPA nell’ambito dell’incarico dalla Direzione Agricoltura della Regione Emilia-Romagna per la conduzione di “Attività di informazione e documentazione sulle opportunità e sulle tecniche da utilizzare nel settore agro-energetico”.