In Italia l’informazione ambientale ha i suoi protagonisti indiscussi: innovazione sociale, crisi climatica ed economia circolare. Sono queste le tematiche che hanno dominato le conversazioni sui media italiani nel corso del 2025, segnando un’agenda informativa sempre più consapevole delle sfide e delle opportunità della transizione ecologica. A fotografare questo scenario è stata la dodicesima edizione del Rapporto Eco Media, l’analisi annuale curata da Pentapolis Institute ETS e dalla testata Eco in Città, presentata a Roma durante gli Stati Generali dell’Informazione Ambientale 2026. Il dato che emerge con più forza è la costanza con cui questi argomenti vengono trattati, segno che i temi ambientali non sono più oggetto di interesse di uno sparuto gruppo di persone. A farla da padrone è il web che si conferma il canale prediletto per la diffusione delle notizie green, veicolando oltre il 66% dei contenuti. Ad emergere è inoltre il ruolo cruciale di un’informazione accurata e accessibile per guidare cittadini ed imprese verso un futuro più sostenibile.
Analizzando i dati nel dettaglio, il Rapporto Eco Media 2025 mostra una lista di temi sotto la lente mediatica. L’innovazione sociale si impone come la tematica più discussa, con ben 1.373.770 citazioni, a testimonianza di un crescente interesse per il ruolo delle imprese sociali, del terzo settore e dei modelli di sviluppo che mettono al centro le persone e le comunità. Segue, a ruota, la crisi (climatica e ambientale), con 1.013.566 citazioni, un dato che conferma come l’emergenza legata al cambiamento climatico sia ormai un elemento fisso e drammaticamente presente nel nostro quotidiano. Al terzo posto, con 935.528 citazioni, troviamo l’economia (che include esplicitamente l’economia circolare), un segnale incoraggiante che evidenzia come i modelli di produzione e consumo alternativi stiano guadagnando sempre più spazio. Interessante notare il sorpasso avvenuto rispetto al 2024: energia (oltre 780.000 citazioni) e risorse (775.000) hanno superato per interesse la biodiversità (724.000), forse grazie ad un dibattito pubblico infiammato dalle crisi geopolitiche e dalla necessità di accelerare sulla transizione energetica. Chiudono la classifica istituzioni e società (412.000), finanza sostenibile (quasi 350.000) e, fanalino di coda, i trasporti, con poco più di 217.000 occorrenze.
La transizione ecologica si racconta, prima di tutto, online: con oltre 4 milioni di articoli e il 66,21% delle citazioni totali, il web si conferma il principale veicolo di diffusione di informazione ambientale in Italia. Un dato che stacca nettamente gli altri media: la carta stampata si ferma al 15,07% (con oltre 990.000 uscite), la televisione al 14,65% (965.000 citazioni) e la radio al 4,07% (circa 267.000). Tuttavia il rapporto evidenzia anche una specializzazione dei canali: se l’innovazione sociale trova il suo habitat naturale su TV e web, è la carta stampata a dare maggior risalto alla tematica della crisi. Un altro aspetto fondamentale che emerge è il ruolo delle fonti locali: sia sulla stampa che in televisione, sono proprio le testate radicate sul territorio ad essere megafono dell’informazione ambientale, raccontando le storie, le criticità e le buone pratiche che nascono dal basso.
L’informazione si rivela fondamentale per consentire alle persone di orientarsi nella complessità della transizione ecologica. Come ha sottolineato Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Institute, “per non smarrire la strada, abbiamo bisogno di una luce nitida” e, in questo ambito, l’informazione può essere una bussola. Il suo compito non è solo “dire cosa succede”, ma “spiegare perché è fondamentale”. È attraverso la chiarezza del racconto e la verità dei dati che si può costruire quella fiducia necessaria a trasformare la transizione da una sfida tecnologica a un “trionfo della civiltà umana”, si legge nel report. Questo ruolo diventa ancora più evidente analizzando le conversazioni sui social network, come quelle relative alla COP30 di Belém: su oltre 17.000 contenuti, i temi dominanti sono stati ecologia, sostenibilità ed inquinamento, con la piattaforma X a fare da principale arena di dibattito. L’informazione di qualità è dunque uno strumento indispensabile per trasformare la consapevolezza in azione e l’incertezza in un progetto condiviso di futuro.
Articolo a cura di Letizia Palmisano.
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