Crisi energetica e transizione ecologica: cosa ci è stato insegnato

C’è chi la definisce “la più grave crisi energetica dal 1973” con prezzi che, in poco meno di due anni, sono triplicati costituendo oneri molto elevati per imprese e cittadini. Le responsabilità sono senza dubbio da ricondurre ad un modello di sviluppo insostenibile, basato su una concezione di produzione esponenziale.
Il rincaro delle bollette di luce e gas
La crisi energetica si è abbattuta inevitabilmente sul costo delle bollette di elettricità e gas con un rincaro previsto, come affermato da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), del 55% per la componente elettrica e del 42% per quella del gas nel primo trimestre 2022.
La voce che ha avuto un maggior impatto è quella relativa ai costi di approvvigionamento delle materie prime. Il problema infatti, ben noto, è l’eccessiva dipendenza del nostro Paese dalle forniture estere come conseguenza alla scarsa produzione interna. Produciamo infatti solo 4,5 miliardi di metri cubi di gas a fronte di un consumo pari a 72 miliardi di metri cubi.
A questa delicata situazione di dipendenza dalle forniture estere si sono aggiunti tre fattori:
- La riduzione di rifornimenti di gas naturale da parte della società russa Gazprom allo scopo di mettere pressione alle istituzioni europee affinché venga approvato il gasdotto North Stream 2
- Il ritorno dei consumi ai livelli pre-covid sposta la richiesta di energia verso stati come Cina e India
- Forte instabilità politica in Algeria e Libia, tra le importazioni di gas più importanti per il nostro Paese
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un aumento del prezzo del gas naturale del 500% da gennaio a dicembre 2021.
Come intervenire in futuro?
Di fronte a queste oscillazioni lo scenario italiano futuro è solamente uno: essere meno dipendenti dall’estero, ampliare la rete di fornitori e diversificare quanto più le tipologie di fonti energetiche verso quelle rinnovabili in un’ottica di transizione ecologica. L’uso e la costruzione di impianti di biogas e biometano, di cui IGW si occupa in tutte le fasi di progettazione, per la produzione di calore, elettricità e come combustibile per autoveicoli, rappresenta una valida soluzione per raggiungere l’autosufficienza energetica.



