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Come deve e può cambiare il volto delle città per un futuro più fresco e resiliente al cambiamento climatico

Published by Staff IGW on Settembre 26, 2025

Di anno in anno, le nostre città, cuori pulsanti di attività e cultura, stanno diventando sempre più calde. L'asfalto e il cemento che dominano il paesaggio urbano assorbono e rilasciano calore, creando le cosiddette "isole di calore urbane" (UHI), un fenomeno che vede le temperature nelle aree metropolitane significativamente più alte rispetto alle campagne circostanti e che diventano spesso insostenibili nei mesi centrali dell’anno. In questo scenario, aggravato dai cambiamenti climatici, l'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha messo a punto un vademecum di 25 soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions - NBS) per rendere i nostri centri urbani più freschi, sani e vivibili con misure concrete che possono essere adattate in tempi più o meno brevi.

Questa iniziativa nasce nell'ambito del progetto europeo "Adattamento Climatico – L'Effetto Isola di Calore Urbana nella Città di Roma" che vede la collaborazione di ENEA con l'Università Roma Tre, l'Ecologic Institute di Berlino e PricewaterhouseCoopers - PwC Italia. L'obiettivo è supportare Roma Capitale, con un focus sui Municipi I (centro storico) e V (Tiburtino-casilino), aree considerate ad elevato rischio per le ondate di calore, fornendo una base scientifica solida per futuri interventi di rigenerazione urbana.

 

Il problema: l'isola di calore e i suoi impatti

Il fenomeno dell'isola di calore è una diretta conseguenza dell'urbanizzazione. La sostituzione della vegetazione con materiali inerti altera il bilancio energetico della città: dove prima c'erano alberi e prati che rinfrescavano l'aria tramite l'ombreggiamento e l'evapotraspirazione, ora ci sono superfici scure che si surriscaldano rapidamente e rilasciano il calore lentamente.

Questo non è solo un problema di comfort. Come spiega Elisabetta Salvatori, responsabile della Sezione ENEA di Soluzioni integrate e nature-based per la rigenerazione urbana, l'isola di calore "è direttamente responsabile della riduzione del benessere delle persone durante il periodo estivo e può esacerbare le conseguenze delle ondate di calore, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico in atto, determinando un aumento di mortalità e morbilità soprattutto nelle fasce di popolazione più a rischio, quali anziani o malati cronici". Le soluzioni proposte, quindi, non mirano solo ad abbassare il termometro, ma anche a migliorare il benessere fisico e mentale, incrementare la biodiversità e rafforzare la resilienza urbana.

 

Un approccio integrato e conforme alle normative europee

Il progetto si inserisce in un contesto normativo europeo sempre più attento alla sostenibilità. La nuova Legge europea per il Ripristino della Natura (Nature Restoration Law) impone agli Stati membri non solo di arrestare la perdita di spazi verdi urbani, ma anzi di aumentarli progressivamente, con l'obiettivo di raggiungere almeno il 10% di copertura arborea in ogni città entro il 2030. Le soluzioni elencate da ENEA possono quindi essere ritenute uno strumento pratico per raggiungere questi traguardi, promuovendo un modello di sviluppo urbano che considera la natura non come un semplice elemento decorativo, ma come un'infrastruttura essenziale.

 

Le 25 soluzioni basate sulla natura in dettaglio

Come anticipato, ENEA ha proposto un ventaglio di 25 interventi pensati per essere flessibili, multifunzionali e adattabili ai diversi contesti urbani, da quelli storici e vincolati a quelli più moderni e densamente popolati. In cosa consistono in concreto? Abbiamo ripreso le voci e provato a spiegarle una a una raggruppandole per macro aree.

 

Infrastrutture verdi su larga scala

  1. Alberature stradali: piantare alberi lungo le strade è una delle strategie più efficaci perché forniscono ombra diretta su asfalto e marciapiedi, rinfrescano l'aria attraverso l'evapotraspirazione e assorbono inquinanti come il PM10 e gli ossidi di azoto;
  2. Foreste urbane: si tratta di creare veri e propri ecosistemi boschivi all'interno del tessuto urbano. Questi polmoni verdi hanno un impatto massiccio sulla riduzione della temperatura, sulla qualità dell'aria, sulla gestione delle acque e fungono da corridoi ecologici per la biodiversità;
  3. Parchi urbani di medie e grandi dimensioni: spazi verdi consolidati che offrono benefici ricreativi, sociali e ambientali, agendo come grandi "isole di fresco" a disposizione della comunità;
  4. Cinture verdi: aree verdi estese che circondano le aree urbane o suburbane, con la funzione di contenere l'espansione edilizia (urban sprawl), proteggere la biodiversità e fornire servizi ecosistemici su vasta scala.

 

Interventi flessibili e puntuali

  1. Parchi tascabili (Pocket parks): la creazione di piccoli spazi verdi in aree marginali o non utilizzate, come lotti vuoti o angoli stradali. Rappresentano oasi di frescura facilmente accessibili dove cittadini e turisti possono trovare sollievo dalla calura;
  2. Microforeste urbane: ispirate al metodo Miyawaki, si concretizzano nella messa a dimora di un'alta densità di specie autoctone in piccole aree. Questa tecnica accelera la crescita di un ecosistema forestale resiliente e ad alta biodiversità, con un forte impatto microclimatico;
  3. Orti comunitari: spazi dedicati alla coltivazione di ortaggi e frutta gestiti dai cittadini. Oltre a fornire cibo a chilometro zero, questi orti aumentano la superficie verde, promuovono la coesione sociale e l'educazione ambientale ed alimentare;
  4. Giardini o orti urbani mobili: utilizzo di fioriere, cassoni o altre strutture mobili per creare giardini temporanei o stagionali in piazze, cortili o aree in attesa di riqualificazione, offrendo massima flessibilità.

 

Integrazione con le infrastrutture esistenti

  1. Parcheggi verdi: trasformare le distese di asfalto dei parcheggi utilizzando pavimentazioni permeabili o grigliati erbosi che favoriscono l'infiltrazione dell'acqua. L'inserimento di alberi tra gli stalli fornisce ombra ai veicoli e riduce il calore irradiato;
  2. Verde su binari del tram, margini stradali e corridoi di traffico: inerbire lo spazio tra i binari del tram o lungo le banchine stradali trasforma queste linee di trasporto in corridoi ecologici. Questa soluzione riduce il rumore, favorisce l'assorbimento delle acque piovane e migliora il paesaggio urbano;
  3. Pensiline verdi su fermate di autobus e tram: coprire le pensiline con vegetazione crea micro-oasi di fresco a beneficio delle persone in attesa dei mezzi pubblici, grazie all'ombreggiamento e all'evapotraspirazione delle piante;
  4. Arredi urbani verdi: integrare la vegetazione in elementi di arredo come panchine, fioriere, dissuasori o barriere, portando il verde anche dove lo spazio per piantare alberi è minimo;
  5. Pergolati vegetati: coprire strutture con piante rampicanti che creano corridoi ombreggiati e freschi in piazze, parchi o percorsi pedonali, migliorando la fruibilità degli spazi pubblici in estate.

 

Soluzioni per edifici (building-integrated)

  1. Tetti verdi: coprire i tetti con uno strato di vegetazione. I tetti verdi isolano termicamente gli edifici (riducendo i costi per il raffrescamento estivo e il riscaldamento invernale), gestiscono le acque piovane, assorbono CO2 e creano nuovi habitat per la fauna selvatica;
  2. Pareti verdi: realizzare sistemi nei quali le piante crescono su una struttura verticale installata sulla facciata di un edificio e consentono di ridurre la temperatura superficiale del muro, migliorando l'isolamento termico e acustico e purificando l'aria;
  3. Facciate verdi: simili alle pareti verdi, ma tipicamente realizzate con piante rampicanti che crescono direttamente sulla facciata o su un sistema di cavi e griglie;
  4. Giardini in facciata: integrare vere e proprie fioriere e balconate verdi come elemento strutturale e architettonico dell'edificio;
  5. Piastrelle vegetate per superfici orizzontali o verticali: installare moduli prefabbricati e vegetati che possono essere posati come una pavimentazione o montati su una parete, permettendo di rinverdire rapidamente piccole superfici;

 

Gestione sostenibile delle acque piovane (blue-green infrastructure)

  1. Giardini della pioggia (Rain gardens): realizzare aree depresse nel terreno, ricche di vegetazione, progettate per raccogliere, assorbire e filtrare l'acqua piovana proveniente da tetti e superfici impermeabili, ricaricando la falda e riducendo il carico sui sistemi fognari;
  2. Aiuole alberate per la gestione delle acque e il raffrescamento: progettare aiuole stradali non solo per ospitare alberi, ma anche per raccogliere e gestire il deflusso dell'acqua piovana dalla strada;
  3. Canali drenanti vegetati (Bioswales): realizzare canali a pendenza dolce, coperti di vegetazione, che raccolgono e convogliano l'acqua piovana, rallentandone il flusso, filtrando gli inquinanti e favorendo l'infiltrazione nel terreno;.
  4. Bacini di ritenzione: progettare aree destinate ad immagazzinare temporaneamente grandi volumi di acqua piovana durante eventi meteorici intensi, rilasciandola lentamente per prevenire allagamenti;
  5. Bacini di infiltrazione: simili ai bacini di ritenzione, ma progettati specificamente per massimizzare l'infiltrazione dell'acqua nel sottosuolo, contribuendo alla ricarica delle falde acquifere;
  6. Barriere verdi: piantare siepi, filari di alberi o fasce boscate utilizzate per mitigare l'inquinamento acustico e atmosferico proveniente da strade o aree industriali, oltre a fornire benefici ecologici e di raffrescamento;
  7. Salotti verdi mobili per spazi pubblici: creare installazioni temporanee composte da sedute, piante e strutture ombreggianti, progettate  per trasformare temporaneamente piazze o strade in luoghi di sosta e socializzazione più confortevoli durante i mesi caldi.

 

Formazione e competenze per città più verdi

Il pacchetto di 25 soluzioni di ENEA può ritenersi un vero e proprio manuale per ridisegnare le nostre città in chiave ecologica.

Riuscire effettivamente a portare a compimento l'implementazione di queste soluzioni non è solo una questione tecnica, ma anche culturale e gestionale. Per questo, il progetto ENEA oltre all’attività di ricerca e di divulgazione ha previsto piani di formazione per gli amministratori locali e i tecnici. L'obiettivo è rafforzare le competenze nella progettazione e gestione del verde urbano secondo criteri ecologici, promuovendo il principio de "l'albero giusto al posto giusto" e l'uso di specie della flora locale, resilienti e a basso potenziale allergenico. Questo approccio potrà favorire anche la nascita di nuovi "green jobs", figure professionali specializzate nella rigenerazione sostenibile delle città, un settore cruciale per affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Trasformare il grigio in verde non è più quindi un'opzione, ma è divenuta una necessità per garantire un futuro resiliente, sano e piacevole per tutti i cittadini e oggi si conoscono le azioni necessarie a raggiungere tale scopo, non lasciando molti alibi all’inazione.

 

Articolo a cura di Letizia Palmisano.

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