IGW_WhiteIGW_WhiteIGW_WhiteIGW_White
  • Consulenza
    • Biogas e Biometano
    • Supporto realizzazione impianti
    • Consulenza Ambientale
    • Fotovoltaico e Agrovoltaico
  • Sottoprodotti
    • Sottoprodotti di origine vegetale
    • Sottoprodotti di origine animale
  • Software
  • Chi siamo
    • Storia IGW
    • Certificazioni
    • Dicono di noi
  • Blog
  • Contatti
  • Italiano
  • English
✕

La strategia europea per la parità di genere 2026-2030: stato attuale, sfide e ruolo delle imprese

Published by Staff IGW on Marzo 24, 2026

La parità di genere rappresenta uno dei valori fondamentali su cui si fonda l’Unione europea. Negli ultimi decenni sono stati compiuti progressi significativi nella partecipazione delle donne alla vita economica, sociale e politica, ma persistono ancora importanti disuguaglianze tra donne e uomini.

Il divario retributivo, la minore presenza femminile nei ruoli decisionali e la distribuzione diseguale delle responsabilità familiari sono solo alcuni degli elementi che continuano a caratterizzare il mercato del lavoro europeo.

Per accelerare il percorso verso l’uguaglianza, il 5 Marzo 2026 la Commissione europea ha presentato la Strategia per la parità di genere 2026-2030[1], un piano che mira a rafforzare l’integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche europee e a promuovere condizioni di maggiore equità nelle società e nelle organizzazioni.

 

Lo stato attuale della parità di genere in Europa

Per misurare il livello di uguaglianza tra donne e uomini nei Paesi europei, uno degli strumenti più utilizzati è il Gender Equality Index, sviluppato dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE).

Nel 2025 l’Unione europea ha raggiunto un punteggio medio di 63.4 punti su 100, registrando un miglioramento rispetto al 2010 (52.9), ma con progressi ancora relativamente lenti.[2]

L’indice analizza diversi ambiti chiave della società, tra cui:

  • lavoro
  • reddito
  • istruzione
  • tempo dedicato alla cura familiare
  • potere decisionale
  • salute

I dati mostrano che persistono importanti divari strutturali:

Uno degli indicatori più evidenti riguarda il divario retributivo di genere: in media, nell’Unione europea le donne guadagnano circa il 23% in meno annualmente rispetto agli uomini[3].

Un’altra differenza significativa riguarda la partecipazione al mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile nel 2023 risulta inferiore di circa 15 punti percentuali rispetto a quello maschile, e la vita lavorativa della donna ha una durata in media minore rispetto all’uomo[4]:

Questi fattori contribuiscono a creare disuguaglianze che si accumulano nel corso della vita professionale e che incidono anche sui livelli pensionistici e sulla sicurezza economica nel lungo periodo.

 

Come si colloca l’Italia rispetto agli altri Paesi europei

Gender Equality Index – confronto tra alcuni Paesi europei

Secondo il “Gender Equality Index”, l’Italia si colloca leggermente al di sotto della media europea, pur mostrando un miglioramento negli ultimi anni.

L’Italia raggiunge il suo miglior posizionamento nell’indice della conoscenza, collocandosi al 9° posto in Unione Europea, e nell’indice che riguarda la partecipazione delle donne a posizioni di potere: l’Italia si distingue soprattutto per il basso livello di segregazione scolastica, intesa come la differenza maschio-femmina nelle varie discipline, e come percentuale di persone laureate e diplomate nel sistema educativo. Tuttavia, i punteggi relativi alla segregazione educativa restano tra i più bassi tra tutti gli indici analizzati a livello europeo: questo dato evidenzia come la segregazione nell’istruzione rimanga una criticità persistente a livello europeo.

Per quanto riguarda il dominio del potere, il posizionamento dell’Italia è principalmente trainato dalla dimensione economica: in questo ambito il Paese si colloca al 2° posto nell’Unione Europea, con un punteggio di 74,3 punti.

Tuttavia questo dato deve essere interpretato con cautela: il nostro Paese presenta infatti uno dei tassi di occupazione femminile più bassi in Europa, elemento che incide significativamente sul confronto complessivo. Il principale divario italiano riguarda l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro.

Tra i fattori che contribuiscono a questa situazione vi sono:

  • la maggiore incidenza del lavoro di cura familiare sulle donne
  • la minore disponibilità di servizi per l’infanzia
  • la minore presenza femminile in alcuni settori professionali e nei ruoli di leadership.

 

Le priorità della Strategia europea 2026-2030

La Strategia europea per la Parità di Genere 2026-2030 si basa su un approccio integrato che combina azioni specifiche con il gender mainstreaming, cioè l’integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche dell’Unione europea.

La Commissione europea ha individuato otto principi guida che orienteranno le politiche dei prossimi anni.

  1. Libertà dalla violenza di genere
    La strategia punta a rafforzare la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne, includendo violenza domestica, violenza sessuale, molestie e cyberviolenza. L’obiettivo è garantire a tutte le persone sicurezza, dignità e sistemi efficaci di protezione e supporto alle vittime.
  1. Salute e benessere
    Il secondo principio promuove i più alti standard di salute, riconoscendo le differenze di genere nei bisogni sanitari. Particolare attenzione è dedicata all’accesso ai servizi sanitari, alla salute riproduttiva e materna e a politiche sanitarie più inclusive.
  1. Indipendenza economica e empowerment
    Nonostante i progressi, persistono divari nel mercato del lavoro europeo, come differenze nei tassi di occupazione, segregazione professionale e gap salariali e pensionistici. La strategia sostiene l’accesso delle donne al lavoro e la loro presenza nei settori in crescita, come tecnologia e digitale.
  1. Equilibrio tra lavoro e vita privata
    Le donne continuano a svolgere la maggior parte del lavoro di cura non retribuito. Per questo la strategia promuove congedi parentali più equilibrati, servizi per l’infanzia accessibili e strumenti che facilitino la conciliazione tra lavoro e vita privata.
  1. Pari opportunità e condizioni di lavoro adeguate
    Un altro obiettivo è garantire ambienti di lavoro equi e inclusivi, contrastando discriminazioni, molestie e precarietà e riducendo le disuguaglianze nei percorsi professionali.
  1. Istruzione e formazione inclusive
    L’istruzione ha un ruolo chiave nella promozione della parità di genere. La strategia mira a superare stereotipi e segregazione nei percorsi educativi, incentivando in particolare la partecipazione femminile nei settori STEM.
  1. Partecipazione alla vita pubblica e politica
    Le donne sono ancora sottorappresentate nelle posizioni decisionali. L’Unione europea promuove una maggiore partecipazione femminile alla leadership politica e istituzionale, garantendo contesti sicuri e liberi da violenze e molestie.
  1. Rafforzamento dei meccanismi istituzionali
    Infine, la strategia prevede un rafforzamento degli strumenti istituzionali per la parità di genere, attraverso una maggiore cooperazione tra UE e Stati membri, il potenziamento degli organismi nazionali e sistemi più efficaci di monitoraggio e raccolta dati.

 

Il ruolo delle imprese nella promozione della parità di genere

Il raggiungimento degli obiettivi della strategia europea non dipende esclusivamente dalle istituzioni pubbliche. Anche le imprese svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della parità di genere.

Negli ultimi anni il tema dell’uguaglianza è entrato sempre più nelle strategie di sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa, diventando parte integrante delle politiche ESG (Environmental, Social and Governance).

Organizzazioni più inclusive e diversificate non rappresentano soltanto un modello sociale più equo, ma costituiscono anche un fattore di innovazione, competitività e resilienza.

Tra le principali azioni che le imprese possono adottare vi sono:

  • politiche di selezione e sviluppo professionale basate sulle pari opportunità;
  • monitoraggio dei divari retributivi e delle opportunità di carriera;
  • iniziative di conciliazione tra vita privata e lavoro;
  • politiche di prevenzione delle discriminazioni e delle molestie sul lavoro.

La Strategia europea per la parità di genere 2026-2030 rappresenta un passaggio fondamentale verso una società più equa e inclusiva, ma il raggiungimento degli obiettivi richiede un impegno concreto e condiviso. In questo contesto, il ruolo delle imprese è sempre più centrale: non solo come attori economici, ma come promotori di cambiamento culturale e organizzativo.

Integrare la parità di genere nelle politiche aziendali significa adottare un approccio strutturato, misurabile e coerente con i principi ESG, contribuendo al benessere delle persone e alla competitività delle organizzazioni. Strumenti come la certificazione UNI/PdR 125 rappresentano oggi un importante riferimento operativo per accompagnare le aziende in questo percorso, fornendo linee guida chiare per la costruzione di ambienti di lavoro più equi, inclusivi e sostenibili.

In un contesto europeo in evoluzione, investire nella parità di genere non è più solo una scelta etica, ma una leva strategica per il futuro delle imprese e della società nel suo complesso.

 

Rossana Cargnelutti

Team IGW  

 

 

[1] Communication from the Commission to the European Parliament, to the Council, the European economic and social Committee and the Committee of the Regions, COM(2026) 113 final, Brussels, 5.3.2026

[2] European Union | 2025 | Gender Equality Index | European Institute for Gender Equality

[3] Eurostat, EU-SILC, EIGE's calculation with microdata, 2024

[4] Eurostat, EU-LFS, EIGE's calculation with microdata, 2023.

Share

Related posts

Marzo 18, 2026

Global Recycling Day: la vita segreta dei rifiuti, dall’asfalto di vetro alla moda che salva il mare


Continua a leggere
Febbraio 25, 2026

Car sharing in Italia: tra crisi e trasformazione, il futuro della mobilità condivisa


Continua a leggere
Gennaio 31, 2026

Bologna: laboratorio per sperimentare soluzioni innovative per il risparmio idrico replicabili in altre città


Continua a leggere

Members of

La nostra esperienza

    • Produzione di Energia rinnovabile e valorizzazione di Prodotti, Sottoprodotti e rifiuti organici
    • Consulenza energetica
    • Consulenza ambientale
    • Supporto realizzazione impianti

Contatti

051 0339 654
info@igwsrl.eu
Via Pradazzo 7
40012, Calderara di Reno (Bo)

 

Privacy | Credits

©2026 IGW Srl | capitale sociale: € 60.000,00 i.v. | C.C.I.A.A. BO-507269 | C.F. e P.IVA 01556330197
  • Italiano
  • English
  • No translations available for this page